Benvenuti alla Malga dell' Uomo Selvatico !


Benvenuti alla Mia Malga ! MalgaBart vuole essere una... baita virtuale, dove raccolgo pensieri, esperienze e soprattutto immagini da me prodotte sulla vita che amo, la vita all'aria aperta, in montagna, in natura.
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Andrea Bart "Sàlvànfòresto".

domenica 9 agosto 2009

#Ripercorsi_Storici# La Battaglia dell' Ortigara




Il Monte Ortigara, costituisce una delle maggiori dell' Altopiano dei Sette Comuni ,anche se non tra le più elevate in assoluto, ne occupa tuttavia una posizione centrale che all'epoca del primo conflitto mondiale venne ad essere ritenuta di primaria importanza strategica, allorquanto fu teatro di una delle più cruente battaglie di quel conflitto sul fronte meridionale, chiamata appunto la Battaglia dell' Ortigara.




Oggi questo luogo, con tutte le contradditorie e retoriche celebrazioni è considerato un "Sacro alla Patria", tuttavia aldilà delle idee che si possano avere in proposito è doveroso, nel visitarlo, ricordare le migliaia di vittime che qui combatterono e persero la vita.
Le guerre sono quanto di più sbagliato e disumano che, paradossalmente, l' "umanità" abbia messo in pratica, tuttavia anche di queste esperienze tragiche siamo figli,
figli nel senso di appartenenza a una comunità, figli nel senso di essere pronipoti di chi di quelle generazioni che si sono quasi annullate in quella catastrofe è sopravvissuto.
Ora,
nell'addentrarsi tra i sentieri e i prati sparsi tra le rocce si coglie un senso di grande serenità per l'incantevole amenità dei luoghi, tuttavia c'è stato un tempo questa terra che oggi è un luogo di villeggiatura e meta turistica è divenuto l'inferno in terra e la fine spesso tra le più atroci sofferenza di molti giovani a cui è stato negato un futuro.

L'itinerario svolto ripercorre quelli che oggi sono sentieri, storici o escursionistici, che una volta erano trincee.

Nel giungere alla località Piazzale Lozze, punto d'accesso principale della Zona Monumentale del Monte Ortigara e principale zona di accesso per le auto ci si avvia per l'erta stradina militare che concide con i segnavia 840-841 CAI, giunti al crocevia in prossimità del monumento (la prima immagine dall'alto in apertura) si ha la possibilità di proseguire per l' Itinerario Tricolore, corrispondente al sentiero CAI n°840, detto "La Colonna Ortigara", via di accesso diretta alla cima, oppure imboccare l'Itinerario Giallo, per il quale percorre tutte le opere militari, i trinceramenti e le gallerie, toccando luoghi significativi come l' Osservatorio Torino, impressionante abisso sulla Valsugana, risalendo la Cima Caldiera e poi dirigendosi verso l' Ortigara.
Un percorso davvero interessante che richiede però un maggiore tempo, cui abbiamo rinunciato in questa occasione a causa della situazione meteo instabile che minacciava il peraltro solito temporale pomeridiano, che era tuttavia nei programmi (peraltro già da me percorso alcuni anni fa) e che consiglio vivamente.





Siamo ormai in vista della montagna, essa si presenta come una lunga dorsale piuttosto che come un picco isolato. Immagino che la sua forma e quindi il costituire un promontorio centrale all'arco divesivo dello schieramento austroungarico la rendesse così importante da un punto di vista strategico. Da essa infatti le artiglierie potevano raggiungere tutta l'area del vasto fronte posto su area di altopiano carsico vasta decine di kilometri.

Ora i calcari che la compongono sono bianchissimi e risplendono al sole estivo.

Sul percorso sono poste diverse lapidi esplicative. Tutto il sistema d'opere difensive austriache sono soprannominate Opera Mecenseffy.
Siamo già sulla costa sud della montagna, sulla quale, rispettivamente al lato sud e nord, sono posti i cippi commemorativi italiano e austriaco.

In vista della cima, verso il Cippo italiano.


Il cippo italiano.


Crocevia in vista della Cima Caldiera.


Il cippo austriaco a ridosso dell' abisso della Valsugana.



Vista verso la Cima Dodici o Ferozzo (che mi piace quasi di più e suona come "feroce" e lo pare parecchio affrontandola dalla sottostante Valle di Sella),è con i suoi 2341m la massima elevazione di questo gruppo montuoso nonchè dell'intero territorio della provincia di Vicenza.

Il cippo austrico avanti le nebbie risalenti dalla valle.

Trincee.


La Cima Caldiera, sulla cui spalla sinistra è posto l' Osservatorio Torino.

Inizia a incupirsi il cielo, l'azzurro cede lentamente il passo.

L'aria si addensa, il cielo pare farsi pesante e gravare sulla montagna.. si forma il temporale.


Così è sempre stato da tempi immemori, prima che la tragica esperienza umana portasse la propria apocalisse su questi monti, ma come una reminescenza storia, la natura pare ogni giorno tornare a rappresentarcela. Pare per un attimo ancora avvertire il boato delle esplosioni, il tutto sconvolgersi, il cielo e la terra sottosopra.

Addensandosi sempre più arriverà ad esplodere e via a dissolversi, per poi tornare a ripetersi il giorno dopo. Era il 10 Giugno 1917. In estate.


Andrea G. 09/08/2009

giovedì 6 agosto 2009

La Pace Tra i Monti.. la sera..


Il Vezzena al tramonto, tra fosche nubi e vesti dorate.

Lo scorso anno ero sulla Vigolana, nel mentre in cima scattavo qualche foto e terminavo il mio panino non potevo non tender l'orecchio ai discorsi provenienti da un gruppo di ragazzi anche loro assiepati su quel roccione, e in particolare alle parole di una ragazza che mi stupì perchè usava parole che potevano essere le mie. L'avevo già incontrata casualmente, solo vista, ma non ricordavo dove, anche se era per me di una bellezza indimenticabile, ascolandola ne ebbi poi la conferma, era allo stesso rifugio alpino ove mi trovavo anche io alcune settimane prima.
Definì queste montagne "le Romantiche", per il colore rosaoro che assumono verso sera..
un' enrosadira simile a quella più famosa delle celebrate Dolomiti, ma anche un' enrosadira diversa, di una tinta, e di un sentimento, più caldi.
Le Dolomiti con la loro inarivvabile bellezza mantengono un certo distacco, qui invece sembrano accoglierti, abbracciarti, sebbene a tratti aspre, sono case, e sono madri.



Andrea G. 06/08/2009

La Pace Tra i Monti ... Finalmente !!





Non c'è rumore, non ci sono motorini scoppiettanti in orari esasperanti, non c'è gente che urla e che si agita dando di matto, non ci sono maniaci del cruising con autoradio da duemila watt.
Il violoncellista che si esercita nella casa qui a fianco fa addirittura atmosfera.. suona spesso quel pezzo che il capitano Aubrey e il suo amico, il medico Maturin, suonavano insieme nel film "Master and Commander" , un pezzo famosissimo peraltro, che mi piace molto e di cui non so nemmeno come si intitoli e chi l'abbia composto.
A volte invece, nella casa di fronte, c'è un ragazzo che suona la batteria, e pare un BSoD anche lui, del resto la zona geografica è anche questa ma.. è bravo, smette sempre all'orario giusto, e non suona tanto spesso (anche perchè pago l'affitto a sua madre quindi.. ;)).
Ma del resto è tutto armonico.

Esco a fare due passi.






Andrea G. 06/08/2009

mercoledì 22 luglio 2009

#Escursionismo#_L' Anello del Gigante, ovvero, il Cusna da Febbio


Ancora al Cusna !

In attesa delle ferie, vista la scarsità di ogni genere di risorse che il lavoro mi lascia e in attesa delle vacanze tra le Alpi, mi ritrovo sempre, al solito, attratto dalla più bella e imponente montagna dell'appennino tosco-emiliano, certo, direte, sono gusti, qualcuno puo' preferire altri luoghi, tuttavia questa montagna che io trovo magica anche solo per la vista di cui si gode dalla cittadina spesso malmostosa ove vivo vanta numeri che hanno anche la forza dell'oggettività, perchè se con i suoi 2120 metri di elevazione costituisce la seconda vetta dell'appennino settentrionale, dietro al Monte Cimone, rispetto a questi forma un sistema molto più vasto, esteso e articolato, a costuire un sistema ad H i cui due rami principali sono dati dal crinale principale dell' Appennino che segna lo spartiacque tra Toscana ed Emila Romagna con la sua massima elevazione nei 2054 m del Monte Prado e il crinale parallelo, sdoppiato, del Cusna su livelli simili e anche maggiori.
Questi "numeri" disegnano un ambiente montano vasto, di relativa alta quota (in Appennino settentrionale i duemila metri configurano un ambiente più estremo che non i corrispondenti alpini, in quanto qui costituiscono il piano sommitale con una conseguente maggiore esposizione da parte dei moti atmosferici), c'è quindi tanta "terra alta" e sistemi vallivi e importanti come le alti valli d' Ozola e del Torrente Dolo, che finiscono entrambi per affluire nel fiume Secchia. Il Cusna è anche montagna di foreste, estese senza interruzioni date da terreni a coltivo e a pascolo, fatta eccezione le per la zona del Prati di Sara e per l'episodio "impiantistico-sciistico" di Febbio2000 che pare quasi perdersi nel contesto ancora selvaggio (per fortuna, dico io, sebbena sia anche uno "sciatore".. anzi... no, uno che va con la tavola :), questo lo puo' notare chi viene dalla strada del Cerreto oltrepassato Castelnuovo ne' Monti, basta guardare a sud verso il Gigante per vedere subito quanto ampio sia il suo abito verde.
Queste foreste sono faggete, ma anche abetaie di pregio come quella dell' Abetina Reale.

Detto questo.. basta dire che al Cusna, sulle spalle del Gigante, si puo' avvertire il suo ampio respiro e goderne.
Non si sa mai se fronte ai Giganti ci si sente estremamente piccoli o grandi.. a me piace pensare e sentire che...



Verso il Passone.

"Che cosa volete da me !? " (la traduzione slang sarebbe meno elegante..)


Rana... ma... work in progress.. le ho sempre chiamate saltatrici, dovrebbe quindi essere la Agile.. ma..



Abbiamo valicato il Passone.

Ora ci attende un bivio che è anche una decisione da prendere :
Andare al Battisti, bere una birra, pi crogiuolarci al Lago Bargetana ?




... ( ... MUMBLE MUMBLE ... ) ....

Decidiamo, chissà perchè, (forse per non ripetere una rinuncia come quella della scorsa settimana a Monte Acuto..) di andare in contro alla distruzione delle nostre gambe e andare al Cusna.



L' "ometto".

Ai primi tempi del mio andare in montagna sentivo spesso i miei compagni più esperti parlare di questi "ometti" e mi chiedevo a chi mai si riferissero visto che si passavano ore e ore per luoghi impervi senza vedere anima viva. Una volta una compagna d' escursione, tal Giovanna, una donna che definirla d'acciaio era poco, mi chiese a più riprese : "hai visto degli ometti ? " io che pensavo scherzasse, non sapendo che caspita fossero sti' ometti nel senso in cui intendeva lei, rispondevo "come no !? tantissimi, anche un minuto fa ! c'è pieno di ometti! ".
A distanza di tempo mi sono fatto un idea di come quella volta tornammo all'auto oltre le otto di sera.


Impervie pietre, la vetta in lontananza.



Siamo sotto ormai, aggireremo poi sulla destra, per il sentiero n 617, la diretta ci intimorisce un po', si inzia ad avvertire un po' di stanchezza. (perlomeno, io non l'avvertivo, ma questa l'ho pagata tutta a inizio settimana.. dire che ho trascorso un lunedì in stato catatonico non rende ancora.).


Siamo in cima, oltre agli escursionisti troviamo i residenti estivi abituali, fiori di ogni genere, in questo caso, Cardi.



Vista sul Monte Prado, la zona di lama Lite ove sorge il Rif. Battisti, e la testata della Valle dell' Ozola.


Il "drop" della diretta (che noi non infiliamo, anche questa volta).


In To The Basso.
Scendiamo scendiamo scendiamo..

la gambe caracollano ormai, è strano ma anche no, per chi va in montagna è noto che spesso la discesa è forse più dolorosa della salita, il sentiero scende a serpentina infinita , ad ogni spira ne segue un' altra, pare che questa montagna sia alta mille metri e bassa.. duemila !

Ormai si pensa alla birra alla spina del ristoro, al primo bar disponibile.

umh.. strane associazioni..


Strane cose..



Andrea G. 22/07/2009

martedì 14 luglio 2009

lunedì 6 luglio 2009

#Sport_Life#_Torbole_Wind_surF_Short_triP_


Il motivo per cui capitiamo in questo posto sarebbe un altro, tuttavia anche questo ne costituisce uno ottimo (pare, anzi, che il motivo ufficiale sia invece una scusa per quello non ufficiale..), detto questo, il risultato pare sia stato quello giusto..



Il sole non manca e il vento ? (per ora non tanto.. ma solo per ora !)



Neil, dopo la misura del vento, la misura col vento..

Al pomeriggio ci trasferiamo al molo di Torbole..



Dani... fa paura, veramente (credo abbia la tavola di Silversurfer , notare i riflessi sotto...)


Alain è in crisi mistica, pare voglia rubare a Dani il ruolo di "ragazzo immagine"....
lui, fino a che c'è da andare va... l'importante sarebbe.. non doversi fermare (e strambare !!).



Ritorno a base.


Fino all'ultimo momento ci godiamo il lago e il vento, non c'è tutta questa voglia di tornare nella nostra afosa pianura. C'è solo voglia di ritornare qui.




Andrea G. 06/07/2009