Benvenuti alla Malga dell' Uomo Selvatico !


Benvenuti alla Mia Malga ! MalgaBart vuole essere una... baita virtuale, dove raccolgo pensieri, esperienze e soprattutto immagini da me prodotte sulla vita che amo, la vita all'aria aperta, in montagna, in natura.
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Un saluto ... muggito ! :D

Andrea Bart "Sàlvànfòresto".

mercoledì 23 settembre 2009

_Mountain_Board ?_ All Terrain_Board_Spiedo_Board ?

.. o anche Agriboard, come disse una volta Capitan Abba, sta di fatto che, sia come sia, al San Carlo Spot, una delle "case" dello "Spiedo alla bresciana" e culla del pionierismo del mountainboard in Italia, si continua a girare, di brutto, oserei dire.
Come ogni anno, da un po' di tempo a questa parte, ci si ritrova per il tradizionale raduno, detto dello "Lo Spiedo".
"Che centra lo spiedo? " direte voi, centra in quanto pare che la massa proteico-lipidica che questo apporta crei una combustione tale da essere comparata, per produzione energetica, solo alla fusione nucleare, quindi, un carburante direi inesauribile che gli amici moutainboarder utilizzano per girare a più non posso come elettroni impazziti su e giù per le strutture disposte sui prati di San Carlo (e dov'è San Carlo.. eh.. se si mangia lo spiedo, ovviamente, in provincia di Bs ;)), ovviamente quando non accada, che, l'energia per digerirlo necessaria sia anche superiore a quella che libera... non è raro in effetti vedere gente sparsa per i prati intenta in pennichelle a tempo inderminato, tuttavia gli esemplari di mountainboarder più resistenti superano la prova per diventare ulteriormente forti.
Le strutture a cui accennavo sono composte da alcuni box e un wallride che è anche quello che per la maggiore è stato al centro delle attività del weekend appena scorso, quando non si era a mangiare, ovvimente.

Forse però è meglio mettere qualche immagine, altrimenti il lettore profano continuerà ad indugiare sull'idea che il mountainboard sia un inglesismo con il quale si indica un tavolo in un rifugio alpino apparecchiato di ogni genere di pietanza, anche se, in effetti, per come è nata questa cosa potrebbe anche essere plausibile..
Tuttavia..
la notizia è che questi, signori e signori, girano davvero !


BiHandPlant!

Before The Crash..

Apocalypse Now !




Non si puo' non fare un cenno particolare a Daniele, forse il riders migliore e più sinceramente appassionato tra quelli che conosco, a cui va un merito particolare per questo evento e per la diffusione di questo sport.


Siamo su, finalmente, si riescono a mettere le ruote sul coping.. più che altro l'importante sarebbe non finire dall'altra parte..

Michele "Wolverine" Rosi torna a volare, la sua clavicola rotta non è riuscita a tenerlo lontano per molto.. d'altronde... trattasi di Wolverine. Sebbene la prudenza abbia spinto ad usare "un po' di protezioni", che non fanno mai male, se si fanno manovre su strutture che spingono altro.
Qui c'è da dire che i ragazzi sono per la maggiore anche snowboard, qualcuno pratica lo skate, la differenza tra qui e sulla neve è intuibile, se è vero che sulla neve le manovre diventano spesso più ampie per via della maggiore velocità e scorrevolezza della tavola da neve è anche vero che gli impatti sul terreno sono solitamente più duri di quelli sul manto nevoso..

Method sul wall.

Se sopra pare un anticipo d'autunno più sotto Matteo pare invece in piena fase estiva, pare in effetti buttarsi in mare da uno scoglio.








Come vedete... uno sport che è un Amore ! :)


Altre info su :



Ora non resta che aspettare un anno..
ufficialmente ;)


Andrea G. 23/09/2009

mercoledì 16 settembre 2009

_Into_The_Clouds_





.... evanescente

tutto sfuma ....

(a volte, spesso, sempre, mi pare che tutto il mondo che mi circonda già non ci sia più, per essere altro)



--

Andrea G. 16/09/2009

lunedì 14 settembre 2009

_Brenta_Cloud's_

Prima che piova
Prima dell'odore dell'erba umida
Prima del ticchettìo sulla giacca indossata in fretta e furia.





Andrea G. 14/09/2009



sabato 12 settembre 2009

#sport_report#_Mx_To_RioRocca_ Crossodromo Città di Castellarano


Questa mattina la combriccola di amanar si porta a rompere le scatole ai crossisti in Rio Rocca...
anche se per la verità, questi vanitosi, sono contenti di essere ritratti in azione..
Ci guida Massimo, fotografo e anche appassionato di mx...



Preparativi..
e..

AZIONE !!!








Massimo ci spiega che sarebbe meglio lavorare con due corpi .. in effetti le contorsioni alla Houdini che effettuo nel cercare di tenere riparato il bocchettone della reflex mentre cambio ottica hanno dell'acrobatico... anche se alla fine opto per lasciare su nella gran parte dei casi il mio onesto 70/300.



Chi caspita ha preso la mia ruota ?!



Momenti di tenerezza .. inaspettati..




Andrea G. 12/09/2009

domenica 9 agosto 2009

#Ripercorsi_Storici# La Battaglia dell' Ortigara




Il Monte Ortigara, costituisce una delle maggiori dell' Altopiano dei Sette Comuni ,anche se non tra le più elevate in assoluto, ne occupa tuttavia una posizione centrale che all'epoca del primo conflitto mondiale venne ad essere ritenuta di primaria importanza strategica, allorquanto fu teatro di una delle più cruente battaglie di quel conflitto sul fronte meridionale, chiamata appunto la Battaglia dell' Ortigara.




Oggi questo luogo, con tutte le contradditorie e retoriche celebrazioni è considerato un "Sacro alla Patria", tuttavia aldilà delle idee che si possano avere in proposito è doveroso, nel visitarlo, ricordare le migliaia di vittime che qui combatterono e persero la vita.
Le guerre sono quanto di più sbagliato e disumano che, paradossalmente, l' "umanità" abbia messo in pratica, tuttavia anche di queste esperienze tragiche siamo figli,
figli nel senso di appartenenza a una comunità, figli nel senso di essere pronipoti di chi di quelle generazioni che si sono quasi annullate in quella catastrofe è sopravvissuto.
Ora,
nell'addentrarsi tra i sentieri e i prati sparsi tra le rocce si coglie un senso di grande serenità per l'incantevole amenità dei luoghi, tuttavia c'è stato un tempo questa terra che oggi è un luogo di villeggiatura e meta turistica è divenuto l'inferno in terra e la fine spesso tra le più atroci sofferenza di molti giovani a cui è stato negato un futuro.

L'itinerario svolto ripercorre quelli che oggi sono sentieri, storici o escursionistici, che una volta erano trincee.

Nel giungere alla località Piazzale Lozze, punto d'accesso principale della Zona Monumentale del Monte Ortigara e principale zona di accesso per le auto ci si avvia per l'erta stradina militare che concide con i segnavia 840-841 CAI, giunti al crocevia in prossimità del monumento (la prima immagine dall'alto in apertura) si ha la possibilità di proseguire per l' Itinerario Tricolore, corrispondente al sentiero CAI n°840, detto "La Colonna Ortigara", via di accesso diretta alla cima, oppure imboccare l'Itinerario Giallo, per il quale percorre tutte le opere militari, i trinceramenti e le gallerie, toccando luoghi significativi come l' Osservatorio Torino, impressionante abisso sulla Valsugana, risalendo la Cima Caldiera e poi dirigendosi verso l' Ortigara.
Un percorso davvero interessante che richiede però un maggiore tempo, cui abbiamo rinunciato in questa occasione a causa della situazione meteo instabile che minacciava il peraltro solito temporale pomeridiano, che era tuttavia nei programmi (peraltro già da me percorso alcuni anni fa) e che consiglio vivamente.





Siamo ormai in vista della montagna, essa si presenta come una lunga dorsale piuttosto che come un picco isolato. Immagino che la sua forma e quindi il costituire un promontorio centrale all'arco divesivo dello schieramento austroungarico la rendesse così importante da un punto di vista strategico. Da essa infatti le artiglierie potevano raggiungere tutta l'area del vasto fronte posto su area di altopiano carsico vasta decine di kilometri.

Ora i calcari che la compongono sono bianchissimi e risplendono al sole estivo.

Sul percorso sono poste diverse lapidi esplicative. Tutto il sistema d'opere difensive austriache sono soprannominate Opera Mecenseffy.
Siamo già sulla costa sud della montagna, sulla quale, rispettivamente al lato sud e nord, sono posti i cippi commemorativi italiano e austriaco.

In vista della cima, verso il Cippo italiano.


Il cippo italiano.


Crocevia in vista della Cima Caldiera.


Il cippo austriaco a ridosso dell' abisso della Valsugana.



Vista verso la Cima Dodici o Ferozzo (che mi piace quasi di più e suona come "feroce" e lo pare parecchio affrontandola dalla sottostante Valle di Sella),è con i suoi 2341m la massima elevazione di questo gruppo montuoso nonchè dell'intero territorio della provincia di Vicenza.

Il cippo austrico avanti le nebbie risalenti dalla valle.

Trincee.


La Cima Caldiera, sulla cui spalla sinistra è posto l' Osservatorio Torino.

Inizia a incupirsi il cielo, l'azzurro cede lentamente il passo.

L'aria si addensa, il cielo pare farsi pesante e gravare sulla montagna.. si forma il temporale.


Così è sempre stato da tempi immemori, prima che la tragica esperienza umana portasse la propria apocalisse su questi monti, ma come una reminescenza storia, la natura pare ogni giorno tornare a rappresentarcela. Pare per un attimo ancora avvertire il boato delle esplosioni, il tutto sconvolgersi, il cielo e la terra sottosopra.

Addensandosi sempre più arriverà ad esplodere e via a dissolversi, per poi tornare a ripetersi il giorno dopo. Era il 10 Giugno 1917. In estate.


Andrea G. 09/08/2009

giovedì 6 agosto 2009

La Pace Tra i Monti.. la sera..


Il Vezzena al tramonto, tra fosche nubi e vesti dorate.

Lo scorso anno ero sulla Vigolana, nel mentre in cima scattavo qualche foto e terminavo il mio panino non potevo non tender l'orecchio ai discorsi provenienti da un gruppo di ragazzi anche loro assiepati su quel roccione, e in particolare alle parole di una ragazza che mi stupì perchè usava parole che potevano essere le mie. L'avevo già incontrata casualmente, solo vista, ma non ricordavo dove, anche se era per me di una bellezza indimenticabile, ascolandola ne ebbi poi la conferma, era allo stesso rifugio alpino ove mi trovavo anche io alcune settimane prima.
Definì queste montagne "le Romantiche", per il colore rosaoro che assumono verso sera..
un' enrosadira simile a quella più famosa delle celebrate Dolomiti, ma anche un' enrosadira diversa, di una tinta, e di un sentimento, più caldi.
Le Dolomiti con la loro inarivvabile bellezza mantengono un certo distacco, qui invece sembrano accoglierti, abbracciarti, sebbene a tratti aspre, sono case, e sono madri.



Andrea G. 06/08/2009

La Pace Tra i Monti ... Finalmente !!





Non c'è rumore, non ci sono motorini scoppiettanti in orari esasperanti, non c'è gente che urla e che si agita dando di matto, non ci sono maniaci del cruising con autoradio da duemila watt.
Il violoncellista che si esercita nella casa qui a fianco fa addirittura atmosfera.. suona spesso quel pezzo che il capitano Aubrey e il suo amico, il medico Maturin, suonavano insieme nel film "Master and Commander" , un pezzo famosissimo peraltro, che mi piace molto e di cui non so nemmeno come si intitoli e chi l'abbia composto.
A volte invece, nella casa di fronte, c'è un ragazzo che suona la batteria, e pare un BSoD anche lui, del resto la zona geografica è anche questa ma.. è bravo, smette sempre all'orario giusto, e non suona tanto spesso (anche perchè pago l'affitto a sua madre quindi.. ;)).
Ma del resto è tutto armonico.

Esco a fare due passi.






Andrea G. 06/08/2009